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Denis: E’ un Napoli altalenante. Vediamo una squadra chiaramente diversa dalla scorsa stagione

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto German Denis, ex calciatore, tra le altre, di Napoli e Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Commento sul Napoli di questa stagione?
“E’ un Napoli altalenante. Vediamo una squadra chiaramente diversa dalla scorsa stagione, per tanti motivi. C’è una metodologia nuova di Garcia, ed alla quale i ragazzi devono ancora adattarsi. È fondamentale che i giocatori si mettano a disposizione del tecnico”
Bisognerebbe andare tutti insieme verso l’obiettivo.
“Proprio così. Il livello di prestazione di qualche calciatore, inoltre, sembra essere calato rispetto alla pasta stagione. Soprattutto, ho visto un Napoli molto individualista. Kvaratskhelia ha molta voglia di segnare, ad esempio, e questo può portarlo ad essere meno produttivo per la squadra”
È giusto parlare di esonero?
“Parlare di esonero è troppo presto. Il campionato è lungo e fare due competizioni allo stesso livello è difficile. Non dimentichiamoci che il Napoli è chiamato ad affrontare partite difficile durante la settimana. È un aspetto, questo, che può incidere. La gestione della rosa potrebbe essere migliore, ma non può essere colpa soltanto del tecnico”
Quanto è importante anche il lato umano e relazionale nel rapporto di Garcia con gli azzurri?
“È importante capire anche che tipo di gruppo si ha a disposizione. Il capitano Di Lorenzo può aiutare a mettere in moto tutto il collettivo. Non è facile, ho visto le reazioni di alcuni giocatori e sono dinamiche che non aiutano. Ripeto, però, che anche il livello di alcuni azzurri non è quello dello scorso anno. La difesa, come si è visto contro la Fiorentina, non è attiva in fase di non possesso. Le responsabilità vanno condivise, dunque, anche con i giocatori”
Garcia ha dato incertezza alla squadra, cambiando spesso interpreti e modulo di gioco?
“Una squadra che era abituata ad un tipo di gestione del gruppo, come con Spalletti che riusciva a tenere tuti contenti, deve adeguarsi alle nuove metodologie e mettersi a disposizione del tecnico. I moduli, alla fine, sono soltanto numeri. La rosa degli azzurri sarebbe in grado di giocare con qualsiasi modulo. È fondamentale, invece, mettersi a disposizione dell’allenatore”
Cosa dovrà modificare Garcia per dare continuità alla squadra?
“Dovrà puntare sulle certezze. Con la disponibilità dei calciatori nei suoi confronti, potrà raggiungere risultati importanti. Poter fare squadra è fondamentale”
Le reazioni ai cambi sono arrivate da calciatori (Kvaratskhelia, Osimhen e Politano) che hanno vissuto problematiche extracampo con il club. Crede che tali dinamiche possano influire anche sul terreno di gioco?
“Non so quanto possa essere correlato. L’unica cosa che posso dire è che certe dinamiche possono influire sul rendimento dei calciatori. Tuttavia, i giocatori dovrebbero evitare certe reazioni. Quando ero calciatore, e venivo sostituito, pensavo sempre al compagno che subentrava. È essenziale, inoltre, il rispetto delle scelte dell’allenatore. Le dinamiche contrattuali devono sempre rimanere fuori dal campo”
Quali sono le squadre che, sinora, si sono accreditate per la lotta scudetto?
“Abbiamo visto un Milan che, pur non essendo godibile, riesce sempre a portare i tre punti a casa. L’Inter, appena abbassa il baricentro, va in difficoltà. Tuttavia, se riesce a mantenere alta l’intensità è una squadra che può essere sempre pericolosa. Sono queste le squadre che possono dire la loro. Anche la Fiorentina vanta calciatori importanti e un’ottima espressione di gioco”
Vincenzo Italiano un rimpianto per il Napoli?
“È difficile dire se sia un rimpianto. Quel che è certo è che sia un allenatore molto bravo, soprattutto nella gestione del gruppo”